Le Dimore degli Artisti si trovano a Venosa, cittadina situata tra le dolci colline del Vulture, un antico vulcano spento che domina un paesaggio unico, ricoperto di boschi, vigneti, uliveti e campi di grano. Patria del poeta latino Quinto Orazio Flacco e del madrigalista rinascimentale Carlo Gesualdo da Venosa, è uno dei Borghi più belli d’Italia. Nel suo centro storico è possibile ammirare la Cattedrale di Sant’Andrea con il campanile che svetta sulle case circostanti, visitare la cosiddetta casa di Orazio, passeggiare in Piazza Orazio, dov’è collocata la statua che raffigura il sommo poeta, arrivare fino al Castello aragonese e addentrarsi nel Museo Archeologico Nazionale. Venosa è anche la terra dell’Aglianico del Vulture, un vino DOC con oltre duemila anni di storia, che rappresenta il connubio perfetto tra la ricca ed equilibrata composizione del terreno di origine vulcanica del Vulture, su cui viene coltivato il vitigno che lo genera, e la fortunata esposizione climatica dell’area.

Punti di interesse

Castello aragonese (Del Balzo-Orsini)
Fu fatto erigere dal duca Pirro Del Balzo tra il 1460 e il 1470 su una preesistente cattedrale romanica. Nel Seicento con Carlo Gesualdo da fortezza divenne residenza principesca. Presenta una pianta quadrangolare, con torri cilindriche agli angoli, un profondo fossato e un ampio cortile circondato da un loggiato rinascimentale. All’interno ospita il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca comunale.

Cattedrale di Sant’Andrea Apostolo
Come il castello, fu edificata per volere di Pirro del Balzo tra il 1470 e il 1502 sull’antica chiesa greca di San Basilio. Presenta una facciata in pietra e un alto campanile che si sviluppa su due ordini e culmina in una cuspide piramidale. L’interno è suddiviso in due piani e tre navate, adornate con archi a sesto acuto. La cripta ospita la tomba di Maria Donata Orsini, moglie di Pirro del Balzo.

Casa di Quinto Orazio Flacco
Nonostante la tradizione popolare la indichi come abitazione del poeta, la struttura è stata identificata come parte di un impianto termale risalente al I secolo a.C. È costituita da due ambienti contigui: uno circolare utilizzato per la sauna (caledarium), l’altro a pianta rettangolare privo di copertura. Di grande valore architettonico la parete muraria esterna in opus reticulatum e opus latericium.

Complesso della Santissima Trinità
La struttura si compone della chiesa antica (o chiesa vecchia) e della chiesa Incompiuta (o chiesa nuova). La chiesa antica venne costruita in età paleocristiana su un tempio pagano dedicato alla dea Imene. Custodisce la tomba della famiglia normanna degli Altavilla, dove è sepolto anche il condottiero Roberto il Guiscardo. I pilastri sono illuminati da immagini affrescate dei Cavalieri di Malta.

Chiesa Incompiuta
La sua costruzione ad opera dei frati benedettini risale al XII secolo. I lavori andarono avanti lentamente a causa delle difficoltà finanziarie, finché non vennero interrotti per la soppressione del monastero voluta da papa Bonifacio VIII nel 1297. La struttura è in asse con la chiesa vecchia e presenta un corpo longitudinale con cinque colonne con grandi capitelli corinzi e un pilastro polistilo all’incrocio con un ampio transetto sporgente e absidato.

Parco archeologico
L’area racchiude i resti monumentali della colonia latina di Venusia (fondata nel 291 a. C.) a partire dal periodo repubblicano. Sono presenti un impianto di terme pubbliche in uso dal I sec. a.C al IV d.C., articolato in diversi ambienti e caratterizzato da pavimentazione musiva, una domus, due assi viari basolati, un battistero paleocristiano con al centro una vasca battesimale a forma esagonale.

Anfiteatro romano
Collocato dalla parte opposta del parco archeologico, può farsi risalire all’età repubblicana per le parti in muratura in opus reticulatum e all’età imperiale per le parti in opus mixtum. Presenta la classica forma ellittica degli anfiteatri costruiti nel mondo romanizzato. Con il declino della colonia latina fu letteralmente smontato pezzo per pezzo e i materiali sottratti utilizzati per qualificare l’ambiente urbano.

Catacombe ebraiche
Complesso di ipogei scavati nel tufo nella collina della Maddalena, poco fuori dal centro abitato, in prossimità delle catacombe cristiane. In uso tra il IV e il VII secolo d.C., sono costituite da una rete di cunicoli con loculi parietali e nicchie. Sono adorne di affreschi con simboli della religione ebraica ed epigrafi con iscrizioni in lingua ebraica, latina, greca e in alcuni casi bilingue.

Parco paleolitico
Museo in situ di preistoria nell’area di Notarchirico, a circa 9 chilometri da Venosa. È caratterizzato da undici livelli stratificati risalenti al Paleolitico Inferiore (tra 600.000 e 300.000 anni fa). Presenta fossili di animali di grossa taglia (elefanti, bisonti, buoi, rinoceronti) e un femore di femmina adulta della specie Homo erectus. Vi sono stati rinvenuti anche numerosi utensili in pietra.