Venosa è una meta ideale per trascorrere qualche giorno alla scoperta del Vulture-Alto Bradano e della Basilicata intera, ma rappresenta anche un punto di appoggio strategico per chi vuole visitare le Murge, i Monti Dauni o l’Alta Irpinia. La sua posizione ottimale consente di effettuare escursioni turistiche e gite in luoghi di grande valore storico-culturale e naturalistico.

A circa un’ora di auto è possibile raggiungere Matera, designata Capitale Europea della Cultura 2019 e città dei Sassi, riconosciuti nel 1993 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Altri interessanti luoghi nelle immediate vicinanze sono: i Laghi di Monticchio, la città federiciana di Melfi, Castel Lagopesole, Castel del Monte, il Santuario di San Donato di Ripacandida, la Cattedrale di Acerenza, la Pinacoteca d’Errico di Palazzo San Gervasio, il Palazzo Fortunato di Rionero in Vulture, le cascate di San Fele, i piccoli borghi di Forenza, Banzi, Rapolla, i comuni arbëreshe di Barile, Ginestra, Maschito.

Nei dintorni

Maschito (9 km)
Il paese fu castrum romano e nel XIV secolo venne abbandonato dai suoi abitanti per cause ignote. Nel 1467 fu ripopolato da profughi albanesi che si specializzarono nella coltivazione della vite. Di rilevante interesse artistico sono la Chiesa del Caroseno e la chiesa dedicata al patrono Sant’Elia Profeta. Da vedere la fontana monumentale in pietra bianca del XVI secolo dedicata all’eroe albanese Scanderbeg.

Ginestra (11 km)
Il centro, un tempo conosciuto come Lombarda Massa, venne distrutto dai Normanni e poi abitato dal 1478 da numerose famiglie di origine albanese guidate dal condottiero Francesco Zhura. Interessanti sono la Chiesa Madre di San Nicola risalente al ‘500 e la Chiesa della Madonna di Costantinopoli del 1588. Il paese prende il nome dalla pianta della ginestra, presente in abbondanza nel suo territorio.

Ripacandida (15 km)
Abbarbicato su una rupe bianca, è definita “piccola Assisi” della Basilicata per gli affreschi di scuola giottesca che decorano le pareti del santuario francescano dedicato al patrono San Donato Vescovo. Nel borgo antico si distingue l’antica dimora gentilizia di Palazzo Baffari-Rossi, un tempo Convento delle Clarisse, che oggi ospita il Municipio e, al piano inferiore, la Galleria Civica d’Arte.

Montemilone (16 km)
È situato su una collina al confine con la Puglia. Di rilevanza artistica è la chiesa dell’Immacolata costruita nel 1890 in stile romanico con facciata in tufo e portale e rosone in pietra. Su di un colle, in mezzo ai boschi, è situato il Santuario della Madonna del Bosco, detta anche “La Gloriosa”, la cui costruzione, in stile romanico e bizantino, risale al 1187 ad opera dei monaci benedettini.

Barile (17 km)
Paese di origine albanese, sorge su due colline tufacee separate da un burrone. Il patrimonio artistico del paese è costituito dalla Chiesa della Madonna di Costantinopoli, dalla Chiesa di Sant’Attanasio e San Rocco, dalla Chiesa Madre della Madonna delle Grazie e dalla Fontana dello Steccato. Interessanti le cantine scavate nel tufo circa cinque secoli fa, oggi utilizzate per l’invecchiamento del vino.

Lavello (18 km)
Sorge sull’antico itinerario di transumanza situato tra il fiume Ofanto e le colline di Venosa. La sua storia è legata all’epoca della denominazione normanna, cui risale il castello, oggi sede del Municipio. Degno di nota è il suo caratteristico borgo medioevale, denominato “Pescarello”. La chiesa di Sant’Anna conserva un dipinto su tela del XVI secolo raffigurante l’Annunciazione del pittore Antonio Stabile.

Rapolla (18 km)
Ha avuto origine da un convento basiliano fondato nel X secolo. Il paese è noto per le sorgenti di acqua termale, per la produzione di olio extravergine e vino, per la cattedrale di San Michele Arcangelo. Affascinanti le vecchie cantine scavate nel tufo, che da qualche anno nel mese di ottobre ospitano l’evento del “Parco urbano delle cantine di Rapolla”, per la promozione dei prodotti tipici.

Rionero in Vulture (19km)
Sorge ai piedi del Monte Vulture tra vigneti e uliveti. La sua storia è legata alle figure del meridionalista Giustino Fortunato, cui sono dedicati la piazza principale e il Palazzo Fortunato sede di una ricca biblioteca, e del brigante Carmine Donatelli detto “Crocco”. Da visitare la Chiesa Madre riccamente decorata in stile barocco e la Chiesa gotica di Sant’Antonio che conserva opere del ‘700.

Forenza (19 km)
Sorge su un colle nell’alta Valle del Bradano. Il Santuario dedicato al SS. Crocifisso del XVII secolo custodisce un mirabile crocifisso ligneo del Seicento, oltre a ospitare una pinacoteca con tele settecentesche. Interessanti sono anche la Chiesa madre di San Nicola, la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa di San Pietro e, poco fuori dall’abitato, il rudere del Monastero di Santa Maria de’ Armeniis.

Palazzo San Gervasio (21 km)
Il paese deve il suo nome al palazzo fatto edificare da Federico II e utilizzato come luogo per l’allevamento di cavalli. Il borgo nacque come casale della Trinità di Venosa intorno all’XI secolo. Il Palazzo d’Errico ospita la Pinacoteca d’Errico, allestita nelle sale che nell’Ottocento Camillo d’Errico, mecenate e collezionista appassionato, aveva predisposto per ospitare la propria raccolta.

Melfi (23 km)
Il suo castello normanno-svevo fu scelto come residenza estiva da Federico II, che nelle foreste del Vulture praticava la falconeria. Vanta una cinta muraria con torrioni di avvistamento unica nell’Italia meridionale. Tra le bellezze culturali e sacre da scoprire le chiese rupestri di Santa Margherita e Santa Lucia (XIII secolo), scavate nel tufo, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta in stile svevo bizantino gotico.

Banzi (29 km)
Menzionata come “Bantia” da vari autori latini, nel suo territorio è stata rinvenuta una vasta necropoli del VI-IV secolo a.C. Nel suo centro storico sorge il borgo badiale, costituito dai resti dell’Abbazia benedettina di Santa Maria, la più antica della Basilicata, fondata nel IX secolo e consacrata da Papa Urbano II nel 1089. Poco distante si colloca la Chiesa di Santa Maria risalente al 1100.

Monticchio (31 km)
Località situata sul Monte Vulture nel territorio dei comuni di Rionero in Vulture e Atella. Nel cratere dell’antico vulcano sorgono i due Laghi di Monticchio, il Lago Grande e il Lago Piccolo, nei quali si riflette l’Abbazia benedettina di San Michele, fondata nel X secolo, che è anche sede del Museo di storia naturale del Vulture. Nell’istmo che separa i laghi sorgono i resti dell’abbazia di Sant’Ippolito, datata tra il X e il XIII secolo.

Castel Lagopesole (37 km)
Sorge su un altura che domina la Valle di Vitalba. Realizzato tra il 1242 e il 1250, fu una delle ultime residenze volute dall’imperatore Federico II di Svevia in terra di Basilicata. Qui l’Imperatore di Svevia amava rifugiarsi per dedicarsi all’arte venatoria. Il maniero, realizzato in conci di pietra arenaria, è articolato su due piani e caratterizzato da due cortili. Singolare la presenza di una cappella palatina.

Acerenza (39 km)
Città romana, normanna e rinascimentale, il suo emblema è l’imponente Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta e a San Canio, la cui costruzione fu avviata da Roberto il Guiscardo, condottiero normanno. Successivamente maestranze locali, dirette da architetti francesi, la realizzarono in stile romanico clunyacense. Da visitare anche la Chiesa di San Laviero, la Chiesa dell’Annunziata e il Convento francescano.

San Fele (44 km)
Il suo nome è legato al santuario di Santa Maria di Pierno, uno dei più antichi e misteriosi della Basilicata. Tra i luoghi di interesse troviamo i ruderi del Castello costruito da Ottone I di Sassonia nel X secolo e la casa nativa del missionario San Giustino de Jacobis. Di grande attrattiva naturalistica sono le cascate denominate in dialetto locale “U uattenniere”, lungo il corso del torrente Bradano.